Tra qualche giorno celebreremo il giorno dei morti, questo mi ha fatto risvegliare le sensazioni che il Messico trasmette in occasione di questo avvenimento. Un viaggio in Messico durante i festeggiamenti del “Dia de los muertos” è un’occasione unica per entrare in contatto con la cultura e le profonde tradizioni del popolo messicano.

Ispiratevi dal programma del viaggio che abbiamo realizzato recentemente con il giornalista e scrittore Enrico Martino in occasione del Dia de los muertos.

Se desideri maggiori dettagli per realizzare il tuo viaggio in Messico contattaci, saremo a tua disposizione per ogni tua esigenza.

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“Messico, con il suo nopal e il suo serpente… fiorito e spinoso, secco e solcato dagli uragani, violento di eruzioni e di colori… l’ultimo paese magico; magico di antichità e di storia, magico di musica e di geografia” In queste parole del poeta cileno Pablo Neruda c’è il senso profondo di un paese di silenzi e di voci, di natura assoluta e di civiltà, dove ognuno può cercare, e trovare, tra le tante voci la sua, voci che a ogni viaggio possono essere differenti, come i nostri stati d’animo. E se c’è un momento perfetto per scoprire l’anima più profonda del Messico è il tempo del Dia de los Muertos.

Quando in ogni cimitero del paese si veglia alla luce delle candele, aspettando il ritorno delle anime in  visita alle famiglie, e ogni angolo del paese si trasforma in un’orgia surrealista di piramidi di calaveras, icrani di zucchero filato, bare di cioccolato su cui il nome dell’amata viene scritto con delicati colori pastello, scheletri di ogni materiale umanamente concepibile.

Una tradizione così profonda e radicata da essere dichiarata dall’UNESCO nel 2003 “Capolavoro dell’Orale e intangibile Patrimonio dell’Umanità”, qualcosa di profondamente diverso da Hallowen o dalle nostre celebrazioni in cui l’elemento indigeno riaffiora prepotente. Soprattutto a Oaxaca dove potremo vivere nel modo più intenso questo spirito contemporaneamente impregnato di religiosità ma anche pronto a irresistibili sberleffi nei confronti dell’Aldilà.

Un modo diverso per immergersi nel Messico delle chiese coloniali colorate come torte nuziali e affollate di angeli e cherubini con piume azteche. O di spingersi tra le montagne dove Chaac, il dio maya signore delle nuvole e della pioggia, fa risuonare il rombo delle grandi cascate.

Cercando il silenzio, pieno di voci, delle piramidi maya che si alzano come astronavi di pietra sopra la nebbiolina che invade la selva. Ultima testimonianza di un mondo precolombiano che l’arrivo dei conquistadores ha travolto creando però le basi di un’affascinante contaminazione tra civiltà apparentemente lontane e inconciliabili. Da allora la capacità del Messico di assorbire e rielaborare influenze esterne non ha più smesso di produrre affascinanti sincretismi, religiosi, artistici, politici e culturali.

Dalla prima Rivoluzione del Ventesimo secolo all’esplosione artistica dei murales e alle contraddizioni di una capitale dove la ricchezza di offerta culturale è pari solo alla natura e alla biodiversità di un paese cerniera tra Stati Uniti e America Latina. Che continua, da sempre, a raccontare la creatività, la fede, le paure, le credenze, i colori, la gioia, con il “potere – come sosteneva Andrè Breton – di mantenere aperto un registro inesauribile di sensazioni, dalle più dolci alle più insidiose”.

( Testo di Enrico Martino)

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Messico, Dia De Los Muertos

1° Giorno – 26  Ottobre – ITALIA/MEXICO CITY

Partenza dall’Italia con volo di linea per Mexico City.

Arrivo in una delle più una delle più grandi megalopoli del mondo, Città del Messico, nata sulle rovine dell’antica capitale azteca di Tenochtitlàn, una Venezia precolombiana sull’antico lago di Texcoco, simile a un miraggio per i conquistadores di Cortés. “Le torri e le case così maestose, tutte di pietra massiccia, venivano fuori dall’acqua. Somigliavano a castelli incantati”, scriveva Bernal Diaz del Castillo cronista della Conquista. Nella sua relazione all’imperatore Carlo V, Cortes ebbe difficoltà a descrivere  la maestosità di ciò che aveva visto, innumerevoli canali pieni di canoe, lunghe dighe che collegavano la città alla terraferma, piramidi coronate da templi che brillavano in lontananza e piazze immense, grandi il doppio di quelle delle principali città spagnole. Da allora la “castigliana travestita da azteca” come speso è stata definita ha attraversato i secoli cambiano più volte pelle, capitale coloniale, centro della nuova repubblica messicana, sede dell’effimero regno di Massimiliano e Carlotta, trofeo dei campesinos rivoluzionari di Villa e Zapata, fino a oggi con la rinascita del suo centro storico dopo anni di decadenza. Trasferimento in hotel. Pernottamento.

2° Giorno – 27  Ottobre  – CITTA’ DEL MESSICO

Prima colazione in hotel.  Visita della città.

A Città del Messico, che polverizza quasi ogni record urbano del nostro pianeta, la realtà appare sempre quella che non è, impossibile da afferrare in un sovrapporsi di mondi che si sfiorano e si incrociano. Eppure, constatazione incredibile ma reale, nonostante tutto la città funziona, con la sua metropolitana che ogni giorno fa quasi tre volte il giro della terra trasportando milioni di passeggeri. O con le dimensioni dei rifornimenti alimentari surrealmente visualizzate da decine di migliaia di zampe di pollo che sporgono dal ghiaccio nei furgoni parcheggiati all’alba davanti alla Central de abastos, il mercato all’ingrosso. “Nonostante tutto” potrebbe essere scritto sullo stemma di una delle più affascinanti capitali del mondo, con centinaia di manifestazioni culturali ogni week-end, più mezzi di comunicazione di Parigi o Londra, più studenti di Danimarca, Norvegia e Finlandia messe insieme. Una città che è un insieme di centri abitati dove convivono architetture d’avanguardia, chiese barocce e palazzi coloniali, centri culturali ed economici tra i più importanti dell’America Latina ma anche la più importante comunità indigena del paese, circa 400.000 immigrati che hanno spesso portato con loro le tradizioni della comunità d’origine. Una città da vivere, non solo da visitare.

La  prima tappa è lo Zocalo, una delle più grandi piazze del mondo, ombelico e riassunto della Città del Messico dai mille villaggi. Visita della Catedral Metropolitana e del Palacio Nacional dove i murales di Diego Rivera raccontano la storia del Messico. Successivamente si farà una sosta alla SEP con i suoi splendidi, e poco conosciuti, murales, alla tipica Cantina “la lirica”, al Gran Hotel con le splendide vetrate di Tiffany e al mercato della “Ciudadela”. Visita del magnifico Museo del Templo Mayor, nel cuore del sito del grande teocalli, il recinto sacro che secondo gli aztechi era il centro di tutto l’universo. Scavato solo recentemente è uno dei siti archeologici più affascinanti di tutto il Messico, con le sue piramidi sovrapposte in un gigantesco gioco di scatole cinesi, costruite una sopra l’altra in tempi successivi. Statue ieratiche di guerrieri e mura cariche di teschi scolpiti in pietra si affacciano lungo un percorso guidato che fa capire come in pochi altri luoghi le tecniche di costruzione delle piramidi precolombiane. Il bellissimo museo offre un panorama esauriente della società azteca e della sua cosmogonia tra capolavori in giada, maschere di ossidiana e grandi statue di terracotta. Si continua con la visita del  Museo Nacionàl de Antropologia, il “Louvre della Mesoamerica” si caratterizza per la ricchezza delle sue collezioni sulle civiltà mesoamericane. Tra le sale più importanti quelle dedicate a Teotihuacàn, ai Toltechi, agli aztechi e ai maya. Grandi monoliti di pietra, bassorilievi, meravigliose maschere e statuette di giada, riproduzioni di complessi sacri, il celebre calendario azteco (in realtà una pietra legata al culto solare che sintetizza la cosmogonia azteca).

 Pranzo in un ristorantino tipico. Nel pomeriggio visita di Coyoacan, antico villaggio coloniale a sud di Città del Messico amato da artisti e intellettuali, con una vivace atmosfera bohémienne di stradine, piazzette, caffè, e monumenti come la casa del conquistador Hernan Cortes. Un piccolo universo dal fascino melanconico dove la frenesia della megalopoli sembra fermarsi, soprattutto visitando le residenze di due celebrità del ventesimo secolo che rievocano con le loro atmosfere quegli anni Quaranta quando Città del Messico era una delle capitali culturali del mondo. Dove si incrociavano rivoluzionari di professione in fuga da un’Europa preda del fascismo e artisti americani in cerca di esotismo. Un universo di grandi scrittori e piccoli opportunisti, anarchici spagnoli e disperati, splendidamente raccontati nella Reina de la noche del regista messicano Arthur Ripstein. Ancora oggi entrare nella Casa Blu della pittrice Frida Kalho è come essere trascinati in un’immaginaria macchina del tempo dove i quadri, ma soprattutto gli innumerevoli oggetti raccolti dalla coppia, ricreano le atmosfere di quando attorno al tavolo della cucina sedevano registi come Sergheji Eisenstein e Luis Bunûel, intellettuali come André Breton, che considerava Frida la “quintessenza della donna immaginata dai surrealisti”, o il rivoluzionario russo Leon Trotskji che viveva a pochi isolati di distanza. Oggi la Casa Museo dedicata a Trotskji, che è sepolto nel giardino all’ombra dei cactus, è un angolo dimenticato di Città del Messico, intatto dagli anni in cui il rivoluzionario e sua moglie vissero nell’esilio messicano. Fino alla morte di Trotskji, assassinato nel suo studio proprio qui da un sicario di Stalin.

Pernottamento in hotel.

3° Giorno – 28  Ottobre  – CITTA’ DEL MESSICO

Prima colazione in hotel. Visita delle  piramidi di Teotihuacan e Nostra Signora de Guadalupe.

Partenza  per il sito archeologico di Teotihuacan, che si trova 50 km a nord est di Città del Messico. Lungo il percorso visita a la “Piazza delle tre Culture”, dove nell’autunno del 1968 vennero uccisi dall’esercito e dalla polizia oltre 400 studenti universitari, proseguimento per la visita alla Basilica di Nostra Signora de Guadalupe, è il luogo di culto più famoso dell’intero Messico. Questa è dedicata alla omonima vergine Guadalupe, patrona del Messico, dove nel dicembre del 1531 la Madonna apparve ad un indio di nome Juan Diego. Pranzo in corso di escursione Arrivo a Teotihuacan una delle più famose località archeologiche del mondo, Patrimonio dell’Umanità dal 1987. Nel VI secolo D.C., dopo la caduta di Roma, è stata la più grande metropoli dell’emisfero occidentale. Per gli aztechi era un luogo sacro, la chiamavano Teotihuacàn o la “Città degli Dei”, ma ignoravano tutto delle sconosciute divinità a cui erano dedicati quei colossali santuari. Solo oggi un’imponente campagna di scavi sta riportando alla luce i segreti di questa città potente spesso definita una New York della Mesoamerica per l’estesissima rete di rapporti commerciali. Teotihuacan ha eretto opere architettoniche che ancora oggi lasciano stupefatti. Si esploreranno i suoi templi, i palazzi e le piramidi, tra cui il Quetzalpapalotl Palace Complex, il Tempio dei pennuti Conches, la Piramide della Luna, e l’immensa piramide del Sole, classificata tra le più grandi al mondo. Pranzo in corso di escursione. Ritorno a Città del Messico e pernottamento.


4° Giorno – 29 ottobre  – CITTA’ DEL MESSICO/ PUEBLA

Prima colazione in hotel. Partenza per Puebla, la quarta città più grande del Messico, è conosciuta per le bellissime piastrelle Talavera che adornano le sue pareti, cupole, e interni, e per il  mole poblano, piatto nazionale del Messico che ha avuto origine qui. Le strade di Puebla, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, sono fiancheggiate da chiese, palazzi e altri edifici interessanti. Lungo la strada faremo una sosta a Tonantzintla, dove visiteremo la chiesa. L’interno della  cupola, è ricoperta da stucchi colorati, santi, diavoli, fiori, frutti, uccelli e altro – un grande esempio di artigianato indigeno applicata a temi cristiani. Dieci chilometri a ovest di Puebla si trova Cholula, una piccola cittadina coloniale con alcune chiese, ed i resti della piramide Tepanapa, che misura 450 metri  per  lato della base e 65 metri di altezza, e la  rende più grande in termini di volume della  piramide egiziana di Cheope . attualmente  e sormontata da una chiesa, che rende  difficile riconoscere i resti di questa magnifica piramide. Arrivo a Puebla, visita e passeggiata tra le colorate strade della citta. Trasferimento all’ Hotel e pernottamento.

5° Giorno – 30 ottobre  – PUEBLA / OAXACA

Prima colazione. Partenza per Oaxaca, situata in una valle circondata dalla Sierra Madre del Sur, una volta era il centro delle civiltà mixtechi e zapoteca. Oaxaca di oggi è una combinazione di pre-conquista, influenze coloniali e moderni. I primi Zapotechi svilupparono una grande civiltà nel vicino Monte Alban secoli prima della nascita di Cristo. Due dei più famosi presidenti del Messico, Benito Juárez e di Porfirio Diaz, erano di origine zapoteca.

Dopo gli spagnoli conquistarono Oaxaca nel 1533, la città ha preso rapidamente  un sapore spagnolo, con edifici decorati, chiese, eleganti archi, balconi, e piazze incantevoli. Eppure, nonostante la sua eredità coloniale, la città rimane fondamentalmente con cuore Indios, in cui risiede il suo fascino.

Dopo il pranzo si visiterà Monte Alban – Patrimonio dell’Umanità – spettacolarmente situato su una montagna a 400 metri sopra la Valle di Oaxaca, a pochi chilometri a ovest di Oaxaca. Monte Alban è la più grande delle città zapoteche, ed è il centro culturale, religioso ed economico della regione. E ‘anche un trionfo di ingegneria; la cima della montagna è stata livellata per permettere la creazione del sito cerimoniale. Esploreremo la Gran Plaza, il Cortile del gioco della palla, l’Osservatorio, il Palazzo, e di altre strutture bellissime. Proseguimento per Oaxaca, arrivo e pernottamento .

6° Giorno – 31 ottobre  – OAXACA

Prima colazione. Mezza giornata di visita della città di Oaxaca e la visita del cimitero di Xoxocotlan

Oaxaca Una bellezza dai tratti coloniali che rivela capolavori barocchi come l’ex-convento di Santo Domingo, una strada che si arrampica verso il cielo e porta ai grandi monumenti di pietra di Monte Alban costruiti dagli antenati degli stessi indigeni che ancora vivono nello stato di Oaxaca, il più complesso mosaico etnico del Messico. Il cuore magico di Oaxaca è il suo zocalo, la grande piazza alberata di una città dal tocco cosmopolita e un po’ bohemien, addolcito da un languido charme provinciale. Un’irresistibile calamita che attrae ogni oaxaqueno almeno una volta al giorno. Intorno si muove l’eterogenea comunità umana che è parte integrante del fascino di Oaxaca. Indigeni scesi a commerciare dai loro villaggi dove rinasce ogni giorno la ricchezza segreta di un artigianato famoso nel mondo, animali scolpiti nel legno, ceramiche, coperte intessute con il tradizionale telar de cintura, monili e huipiles, le splendide camicette ricamate.

Cammineremo per le vie del centro della città coloniale, lungo il Duomo – con la sua bella facciata barocca, la Iglesia de Santo Domingo – una chiesa con un interno mozzafiato che abbaglia con ornamenti d’oro, e la Casa Juarez – dove il grande riformatore liberale del Messico e presidente Benito Juarez è vissuto. Avremo tempo per ammirare i colorati mercati locali, e godersi l’atmosfera vivace dello Zocalo (la piazza principale). Pranzo in ristorante locale e Visita ai mercati dedicati al Dia de Muertos e ai, fornai che preparano il pan de las animas e alle attività dia de muertos. Notte al cimitero di Xoxocotlàn.

pernottamento in Hotel.

7° Giorno – 1 novembre  – OAXACA

Prima colazione. Intera giornata sito archeologico Mitla e visita del cimitero generale.

Si visiterà il sito archeologico di Mitla, situato a  46 km a sud est di Oaxaca. Mitla era un’importante città zapoteca dopo il declino di Monte Alban,  fu in seguito occupata dai Mixtechi. Molti dei templi di Mitla sono stati distrutti dagli spagnoli, e le pietre sono state utilizzate per costruire la Iglesia de San Pablo, la chiesa cattolica che domina il sito. Esploreremo i palazzi con i loro unici mosaici geometrici in pietra, e la chiesa di San Pablo. Sulla via del ritorno per Oaxaca ci fermiamo al Arbol del Tule, uno degli alberi più grandi del mondo, si pensa che abbia più di 2000 anni.

Pernottamento in Hotel .

8° Giorno – 2 novembre  – OAXACA/TUXLA/ SAN CRISTOBAL DE LA CASAS

Prima colazione Di buon mattino partenza per Tuxtla Gutierrez, arrivo e proseguimento per il molo di Chiapa de Corzo per ul giro  in barca lungo il Canyon  Sumidero, una delle riserve naturali più spettacolari del Messico. Si tratta di una faglia geologica formata 36 milioni anni fa, con le pareti di roccia calcarea che superano i 1.000 metri, grotte e cascate tra le quali la suggestiva formazione geologica chiamata  “Albero di Natale”. Al termine proseguimento per San Cristobal città coloniale dalle atmosfere già impregnate dalla presenza dei maya nel cuore degli altipiani del Chiapas. San Cristobal si trova a due ore di auto da Tuxtla Gutierrez e lungo il percorso la vegetazione tropicale gradualmente cede il passo a un paesaggio di montagne e foreste di pini inframmezzati da piccole milpas, i campi di mais dei campesinos maya. Una terra di sincretismi culturali, come San Cristobal che mantiene intatto il suo fascino creato dalle sue architetture coloniali animate da colorati mercati indigeni, mentre nei negozi e negli ateliers degli artigiani è possibile comprare la splendida ambra locale.

Pranzo in ristorante tipico in corso di escursione.

pernottamento in hotel.

9° Giorno – 3 novembre  –  SAN CRISTOBAL DE LA CASAS

Prima colazione in hotel.  Visita a piedi  del  centro coloniale di San Cristobal de las Casas. Si visiterà la cattedrale con il pulpito stuccato in oro, sul lato nord della piazza principale, e l’imponente chiesa barocca Templo de Santo Domingo del 16 ° secolo, con la sua elaborata facciata rosata popolata di santi e aquile asburgiche che guardano impassibili i fedeli maya mentre accendono le loro complicate geometrie di candele votive. Di fronte alla chiesa c’è un vivace mercato artigianale dove i maya tzotzil dai villaggi circostanti vengono a scambiare le loro merci ma altrettanto pieno di fascino è il vicino Mercado Municipal, uno dei più belli del Messico, è il regno incontrastato delle venditrici maya, tra pile di frutta e verdura in cui si spande il profumo del mais abbrustolito. Il Museo Na Bolòm, la “Casa del Giaguaro”, offre , in un ambiente informale un’interessante panoramica delle culture indigene nell’antica abitazione dell’archeologo danese Franz Blom e della moglie, l’antropologa e fotografa svizzera Trudy Duby-Blom. Visita dei villaggi maya tzotzil di San Juan Chamula e Zinacantan. I Tzotzil sono famosi per il sincretismo dei loro riti, legati alla religione degli antichi Maya da cui discendono, che si possono vedere soprattutto nella chiesa di San Juan Chamula. All’interno, in un’atmosfera perennemente immersa nel fumo del copàl, l’incenso che accompagna da sempre le cerimonie maya, decine di statue di santi si allineano lungo i muri circondati dai simboli del sincretismo chamula, polli, bottiglie di Coca Cola, e innumerevoli candele. Sono Los Santos que hablan, gli antichi dei camuffati da rispettabili santi cattolici, ognuno dei quali incarna caratteristiche di un antico dio maya. Visita del villaggio di Zinacantan, famoso per l’abilità delle sue tessitrici. Pranzo in corso di escursione in ristorante tipico. Rientro a San Cristobal e pernottamento in hotel.

10° Giorno – 4 novembre  –  SAN CRISTOBAL DE LA CASAS/PALENQUE

Prima colazione in hotel. Partenza per Palenque.

Ai piedi delle montagne Tumbala, l’antico sito Maya di Palenque si trova in un anfiteatro naturale dominato dalle montagne dell’altipiano, un balcone naturale che domina la pianura che si estende verso nord fino alla costa del Golfo del Messico. Palenque tra il 500 e il 700 d. C, era una raffinata città-stato in grado di controllare un vasto territorio. Lungo il percorso, che scende dall’altipiano del Chiapas alla selva tropicale, visita alle spettacolari cascate di Agua Azul, le più importanti del Messico, e Misol Ha e al sito archeologico di Toninà, un’immensa collina-piramide dove recenti scavi stanno rivelando l’importanza dell’ultima grande capitale del periodo Maya Classico, un centro militare e culturale con uno stile artistico autonomo, testimoniato da raffinate sculture.

Rientro e pernottamento in hotel. Pernottamento.

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11° Giorno – 5 novembre  –  PALENQUE

Prima colazione in hotel. Continueremo poi verso il sito archeologico di Bonampak, 148 km a sud est di Palenque. nascosto in una fitta giungla sino al 1946, fino a quando all’interno dei templi sono stati scoperti i primi meravigliosi e coloratissimi murales della civiltà maya. Una vera e propria rivoluzione sulla conoscenza dei Maya, fino ad allora considerati una civiltà di saggi ed astronomi, con le loro immagini di battaglie sanguinose e sfarzosi cortei reali. Si prosegue poi per 25 km fino al villaggio di Frontera Corozal. Da qui si prosegue per 22 km in barca sul fiume Usumacinta che segna il confine tra Messico e Guatemala. Navigando tra rive ricoperte di fitta vegetazione é spesso possibile avvistare fauna selvatica. Yaxchilan, su uno sperone di roccia a picco sull’Usumacinta, è uno dei siti più belli della civiltà Maya, un’antica città-stato nascosta nella foresta pluviale della Selva Lacandona che controllava una galaasia di città satelliti e rivaleggiava con Palenque e Tikal. Dopo aver visitato i templi si rientra a Palenque. Pranzo in ristorante locale. Pernottamento in hotel

12° Giorno – 6 novembre  –  PALENQUE/CHICANNA/PALENQUE

Prima colazione in hotel. Giornata dedicata alla visita del sito archeologico di Palenque, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, si trova a 7 km fuori dalla città. Il sito, circondato dalla foresta pluviale in cui vivono tucani e scimmie urlatrici, si compone di circa 500 edifici e si sviluppa su 15 km quadrati solo parzialmente scavati. Ancora oggi, quando le prime luci del sole illuminano le rovine in un gioco di luci e di ombre, un mondo di dei, principi e sacerdoti di pietra sembra riprendere vita, staccandosi dalle pareti dei templi per vagare nei corridoi carichi di umidità. L’eleganza e la maestria degli edifici, così come la leggerezza dei bassorilievi scolpiti con i temi della cosmogonia Maya, attestano il genio creativo di questa civiltà. L’edificio più importante è l’imponente piramide a otto livelli del Tempio delle Iscrizioni che, a differenza di altre strutture maya simili, non era solo il basamento di un tempio ma il sepolcro di Ah Pakal, il più potente governante di Palenque. La sua tomba, scoperta solo nel 1952 dall’archeologo messicano Alberto Ruiz, sepolto proprio davanti alla “sua” piramide, giace in fondo a una ripida scala sotto un’elaborata lastra tombale che raffigura la nascita dell’uomo dal mais. Di fianco al tempio un’insolita torre, probabilmente un osservatorio, domina il Palacio, una grande struttura residenziale con un dedalo di corridoi e stanze collocata su una piattaforma lunga circa 100 metri e larga 80. Si potranno poi visitare anche il Tempio del Sole e molti altri monumenti.

Pranzo in ristorante locale. Terminate  le visite partenza per Chicanna, uno tra i centri principali della Ruta Bec, caratterizzata da uno stile architettonico maya caratterizzato da grandi torri piramidali ed elaborate decorazioni.. A Chicannà la facciata della Struttura 2 rappresenta una gigantesca maschera di pietra che rappresenta il Monstruo de la Tierra.. Ritorno a Palenque per il pernottamento.

13° Giorno – 7 novembre– PALENQUE/CALAKMUL / TULUM

Prima colazione in hotel. Partenza per raggiunge il sito archeologico di Calakmul, importante città maya a 25 km dalla frontiera con il Guatemala. Situata all’interno di una delle più importanti riserve naturali protette del paese (723.185 ettari) questa antica città Maya è oggi considerata come la più grande del Mesoamerica. Vi sono state identificate 6750 strutture e 115 steli, ed il più grande numero di maschere funerarie in giada. Proseguimento per Tulum, una città fortificata costruita dai Maya, l’unica sulla costa dei Caraibi. Le rovine del porto maya di Tulùm, arroccate su un piccolo promontorio roccioso che divide due calette di sabbia bianca affacciate su un mare dall’accecante color turchese, sono una delle icone più famose del Caribe messicano. Dell’aspetto imponente della città, ancora popolata al tempo dell’arrivo dei primi spagnoli, resta la testimonianza del conquistador Juan de Grijalva che, navigando nel 1518 lungo la costa, era rimasto impressionato dall’estensione della città e dalle sue fortificazioni, con il fuoco che brillava sulla torre del Castillo, l’edificio più alto dell’acropoli.

Arrivo e sistemazione  in hotel, pernottamento.

14° Giorno  – 8 Novembre – TULUM/CANCUN

Prima colazione in hotel. Partenza per l’aeroporto di Cancun per volo di rientro in Italia.

Pasti e pernottamento a bordo.

15° Giorno -9 Novembre –  ITALIA

Arrivo in Italia. Fine dei servizi

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